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Vicino all’Agricoltore e al Cittadino

Zootecnia: un possibile motore di sviluppo economico di un territorio marginale

8 Giugno 2023




Serve urgentemente una visione di politica-agricola che comprenda l’importanza della zootecnia e che si impegni a promuovere programmazioni per il suo sostentamento e la sua salvaguardia

A parlare è Claudio Capecchi, presidente di Cia Grosseto che sottolinea come proprio l’allevamento, soprattutto quello estensivo oggi messo a dura prova, sia uno dei settori chiave nel panorama socio economico.

La buona zootecnia, quella responsabile, etica ed efficiente e a maggior ragione quella estensiva- spiega il presidente-caratterizzata dalla gestione di allevamenti su vasti spazi aperti, offre numerosi vantaggi che vanno oltre la semplice produzione di carne o latticini di qualità. Uno dei principali benefici della zootecnia estensiva è infatti la sua minore impronta ambientale rispetto alle altre forme di zootecnia perché si basa su un allevamento all’aperto, in cui gli animali hanno accesso a pascoli e spazi adeguati per muoversi; questo approccio consente una gestione più equilibrata delle deiezioni animali riducendo l’impatto ambientale favorendo così la conservazione del suolo e delle sue risorse. Ma non solo. “Gli animali allevati in modo estensivo, come bovini, ovini o caprini – spiega il presidente – oltre a tradursi in un monitoraggio del territorio, nella conservazione delle specie autoctone e nella tutela della biodiversità, contribuiscono a tener vivi territori marginali e a rischio di abbandono, creando opportunità di sviluppo economico”.

Da non sottovalutare anche il fatto che gli allevatori che si dedicano a questa pratica spesso sfruttano le risorse locali in modo integrato coltivando gli appezzamenti di terreni con colture diversificate come la viticoltura e l’olivicoltura che si trasformano in potenziali aumenti di reddito per l’agricoltore. Da non dimenticare che gli allevamenti non intensivi, quelli non concentrati nelle mani di poche grandi aziende, supportano le filiere produttive locali e generano un interessante ricaduta economica per altre attività connesse come i trasformatori, i commercianti, coloro che vendono attrezzature agricole e chi fornisce servizi dedicati.

“La presenza delle aziende zootecniche e delle buone pratiche agricole – conclude Capecchi –favoriscono lo sviluppo economico locale, contribuendo a preservare un territorio e diventando custodi della sostenibilità sociale e paesaggistica. Affinché tutto questo non rimanga una chimera, la politica deve però impegnarsi per migliorare le infrastrutture, garantire e favorire anche nelle aree rurali i servizi minimi di cui godono i residenti delle aree urbane e, soprattutto, deve impegnarsi perché all’allevatore rimanga un reddito dignitoso”