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17 Aprile 2014

INTERNAZIONALIZZAZIONE


ISRAELE: NUOVE MISURE IN FAVORE DELL’IMPORTAZIONE DI LATTE E DERIVATI

Il Governo israeliano ha avviato una riforma nel mercato del latte, per aumentare la competitività e ridurre i prezzi. Il Ministro israeliano dell’Economia e del Commercio ha annunciato che i dazi sull’import di una serie di prodotti del settore lattiero caseario
saranno sostanzialmente ridotti.

I dazi sull’import di latte e derivati, che attualmente ammontano ad oltre il 100% del valore del prodotto, saranno ridotti al solo 20%. I prodotti importati, che usufruiranno di questa riduzione, sono burro confezionato, latte e crema (concentrati e non concentrati), siero del latte e yogurt.
Fonte: www.commercio-internazionale.it

LIBANO:
DAL GIUGNO 2014 SARANNO PROIBITE LE BEVANDE ENERGETICHE MESCOLATE CON ALCOOL

I Ministeri dell’Economia e del Commercio e della Sanità Pubblica hanno emesso un decreto che proibisce la produzione, l’importazione e la commercializzazione di bevande energetiche mescolate con alcol, a partire da giugno 2014. La decisione è stata presa dietro suggerimento del Consiglio Nazionale per la Protezione dei Consumatori, a causa degli effetti nocivi di questo mix.

I vari Ministeri hanno dato quattro mesi di tempo ai produttori e agli importatori per interrompere la commercializzazione di questi prodotti.

I produttori e gli importatori di bevande alcoliche avevano già concordato l’anno scorso con I Ministeri competenti la riduzione alla metà della dose di caffeina e taurina contenuta nelle bibite. Il limite attuale è di 25 milligrammi per 100 millilitri.
Fonte: www.commercio-internazionale.it

TAIWAN:
NUOVE ETICHETTATURA PER BEVANDE

Taiwan Food and Drug Amministration (TFDA) in una conferenza stampa ha dichiarato che dal 1 giugno p.v. entrerà in vigore la nuova normativa in materia di etichettatura per bevande che prevede che le etichette dei contenitori per bevande dovranno
riportare la percentuale di frutta o vegetali contenuta.

In particolare i prodotti che contengono più del 10% di frutta o vegetali dovranno avere in etichetta la dicitura frutta o vegetale e l’esatta percentuale in essa contenuta, mentre quelle al di sotto del 10% potranno solamente dichiarare in etichetta “meno del 10%
di frutta o vegetale”.

Le bevande che non hanno nella loro composizione frutta o vegetali dovranno invece indicare in etichetta che non contengono frutta e/o vegetali.
Dalla stessa data l’etichetta dovrà essere anche in caratteri cinese mandarino con l’indicazione, ad esempio, dei prodotti contenuti, peso, ingredienti, nome degli eventuali additivi etc.

TFDA informa che la nuova normativa prevede sanzioni a
partire da un minimo di 30.000 NTD a 3 million NTD (900 USD – 99.000 USD).
Fonte: www.commercio-internazionale.it

IRAN:
AGGIORNAMENTO SULLE MISURE TEMPORANEE ADOTTATE DALLA UE

Il 20 Gennaio 2014 è stata data attuazione alle misure previste dal Piano di Azione Congiunta (Joint Plan of Action, JPA) stipulato tra l’Iran e la Comunità Internazionale, a Ginevra il 24 novembre 2013.

A fronte delle limitazioni attuate da parte iraniana allo sviluppo del suo programma nucleare, l’Unione Europea ha varato delle misure di attenuazione del regime sanzionatorio, previste e in stretta esecuzione del Piano d’Azione Congiunto, che resteranno in vigore per 6 mesi (fino al 20 luglio 2014). In particolare sono stati sospesi:
– il divieto di assicurazione e riassicurazione connessi al trasporto di petrolio greggio iraniano;
– il divieto di importare, acquistare, trasportare prodotti petrolchimici iraniani ed i servizi finanziari connessi;
– il divieto di commercio in oro e metalli preziosi con il Governo iraniano, suoi Enti pubblici, suoi rappresentanti ed i servizi finanziari connessi.

Inoltre, la soglia per l’obbligo di previa autorizzazione alle transazioni finanziarie passa da 40.000 € a 400.000 €

Per evitare fraintendimenti, si conferma che queste misure di alleggerimento sono limitate nello scopo e nel tempo e, soprattutto, mantengono inalterata l’architettura dell’impianto sanzionatorio.

Le sanzioni della UE continuano, quindi, ad applicarsi a gran parte dell’economia iraniana: al suo settore energetico, a quello finanziario, della navigazione e delle costruzioni navali.

Numerose società, banche e individui iraniani sono e rimangono listate.
Con esse permane il divieto di commercio e di eseguire transazioni economiche o finanziarie. L’apparato sanzionatorio nei confronti dell’Iran rimane e rimarrà in vigore finché non sarà raggiunto un accordo definitivo che stabilisca senza ombre di dubbio e in conformità a un sistema internazionale di verifiche, il carattere civile, limitato e pacifico del programma nucleare iraniano.
Fonte: Ministero degli Esteri

I PRINCIPALI IMPORTATORI DI VINO NEL 2013

I dati Wine Monitor sull’import 2013 di vino mostrano segnali di arretramento in alcuni importanti mercati come Cina, Canada, Brasile e Giappone.

Nel 2013 le esportazioni italiane di prodotti alimentari hanno raggiunto il record storico di 33 miliardi di euro. Il vino è il prodotto più esportato (5 miliardi di euro).
Alcuni dei più importanti mercati di consumo di vino al mondo, dopo anni di crescita ininterrotta nei valori (e in alcuni casi anche nei volumi) dell’import, registrano i primi segni meno.

A parte la forte svalutazione nei confronti dell’euro, che ha interessato molte valute (come il real brasiliano o lo yen giapponese), l’unico elemento che accomuna quasi tutti i paesi considerati è l’elevato calo nei quantitativi di vino sfuso importato, derivante anche da una minor disponibilità di prodotto (nel 2012 sono stati prodotti 258 milioni di ettolitri a livello mondiale, contro i 268 dell’anno prima e i 281 del 2013).

Cina

Dopo una crescita esponenziale degli acquisti di vini stranieri da parte dei consumatori cinesi, passati nell’arco di un ventennio da 1,7 milioni a 1.170 milioni di euro, il 2013 mostra un calo rispetto all’anno precedente di quasi il 5%.

Dei 60 milioni di euro che mancano all’appello, metà deriva dagli imbottigliati e metà dallo sfuso. Ma mentre per quest’ultima tipologia si evidenzia anche un calo nei volumi importati di circa il 27% (le quantità di vino sfuso pesano per circa un quarto sul totale delle importazioni della Cina), nel caso dei vini fermi imbottigliati la quantità non è calata, anzi è cresciuta del 5%.

Sembra esserci stato un effetto sostituzione tra prodotti a più alto posizionamento di prezzo con altri più “economici” (e in questo può aver giocato un ruolo “deterrente” sugli importatori l’indagine anti-dumping minacciata dalle autorità cinesi nei confronti
dei vini europei).

A testimoniare questa tendenza, vi è il calo del 12,5% nel valore delle esportazioni di vini imbottigliati subito dalla Francia (che detiene una quota vicina al 50% in tale tipologia). L’Italia, all’opposto, ha incrementato il proprio export di vini imbottigliati di oltre
l’11%. Anche per gli spumanti la Francia ha lasciato sul campo un analogo -12,5% a fronte di una crescita esponenziale delle bollicine italiane, il cui export, in valore, è quasi raddoppiato (+86%).

Giappone

A fronte di una diminuzione nei valori dell’import totale di vino in Giappone (-4%) si è registrato all’opposto una crescita nei volumi (+2%). In particolare, sono diminuite le importazioni in valore di vini fermi imbottigliati e spumanti, rispettivamente, del 3% e
9%.

A farne principalmente le spese in entrambi i segmenti è stata la Francia mentre l’Italia ha tenuto negli imbottigliati (+1%) ma è arretrata negli spumanti (-4%).

Stati Uniti

Le importazioni USA sono diminuite sul fronte dei volumi, ma il calo ha riguardato solamente gli sfusi. Sia sul versante dei fermi imbottigliati che degli spumanti/frizzanti si è registrata una crescita (rispettivamente del 3% e 9%) che si è riflessa anche sui valori
(+3% e +2%).

La perdita a livello complessivo è dipesa dal fatto che gli sfusi pesano sui volumi totali di vino importato per quasi un terzo.

L’import degli Stati Uniti dall’Italia è cresciuto in valore del 5,5%, superando il 9% nel caso degli spumanti.

Canada

In Canada si è manifestato un leggero arretramento dell’1% sia nei valori che nei volumi complessivi di import di vino. L’Italia è riuscita ad incrementare l’export sia dei fermi imbottigliati che degli spumanti. In particolare, rispetto a quest’ultima tipologia, si è
registrato un aumento del 3% in valore e del 9% nelle quantità.

Brasile

Il calo delle importazioni di vino in Brasile ha interessato tutte le tipologie: dai fermi imbottigliati (-6% in valore rispetto al 2012), agli spumanti/frizzanti (-11%), agli sfusi (-34%).

Nel caso degli imbottigliati, tra i principali esportatori solo la Francia ha messo a segno un +3,5% di crescita, mentre l’Italia ha registrato una perdita del 2,7%.

Russia

L’import di vino ha messo a segno nel 2013 una crescita non indifferente: +12% a valore, a fronte di un +2% nei volumi. Anche in questo mercato i nostri vini hanno conquistato ulteriori posizioni, a seguito di un incremento nei flussi di vino esportato superiore
al 20%, sia nei valori che nelle quantità.

Nel caso degli spumanti, l’import dall’Italia è aumentato del 49% in termini economici, a fronte di una crescita del 43% nei volumi, consolidando così la leadership detenuta dal nostro paese in tale segmento, con una quota oggi pari al 63% dell’import di
spumante in Russia, contro il 27% della Francia.
Fonte: www.winemonitor.it

Presso lo Sportello per l’internazionalizzazione delle imprese è possibile ricevere informazioni sui mercati esteri e
assistenza tecnica con la collaborazione di professionisti in materia doganale, fiscale, legale e commerciale.
Tel. 0564 430.249 – Fax 0564 430.233 – E-mail: internazionalizzazione@gr.camcom. it



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