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7 Aprile 2014

Master Chef e l’Acqua Cotta


Una delle puntate dell’ultima edizione del seguitissimo programma di successo televisivo MASTER CHEF ITALIA, è stato ambientato proprio nel Parco Naturale della Maremma.

I monti dell’Uccellina sovrastati dalle Torre di avvistamento saracene, sono state la cornice ideale per questa sfida culinaria, realizzata in un ambiente veramente speciale e suggestivo.

La prova di questa puntata, consisteva per i concorrenti nel preparare l’acqua cotta uno fra i nostri piatti tipici per eccellenza.

Un piatto povero, con ingredienti semplici, ma gustosissimo che per il suo nome insolito desta sempre grande curiosità fra i turisti che spesso lo provano non senza titubanza, rimanendone sempre pero’ molto colpiti per la sua bontà.

Nonostante gli sforzi e l’innegabile bravura dei vari aspiranti master chef, questa volta nessuno di loro e’ riuscito ad avvicinarsi neanche lontanamente alla ricetta originale, realizzando pseudo minestroni e pappe di pane che non avevano niente a che vedere con questo piatto.

Certamente questa volta, se la scrivente fosse stata fra i partecipanti, avrebbe eccezionalmente vinto la prova, sbaragliando di gran lunga tutti i bravissimi avversari!!

Anche i butteri nelle loro belle divise da lavoro, per i quali era stato preparato questo pranzo, hanno gustato, convenendo però che l’acqua cotta e un’altra cosa!!!

Ma come si realizza questo antico piatto povero che spicca ormai in ogni menu di ristoranti e trattorie Maremmane?

L’acqua cotta era in origine la pietanza che i vignaioli usavano prepararsi dopo il lungo e faticoso lavoro dei campi.

Lavorando nella vigna e dissodando con la zappa le zolle del terreno, trovavano spesso infatti qualche bietola selvatica, un cipollotto, un pomodoro maturo nei mesi estivi e tornando a casa, con un po’ d’olio di oliva che sempre avevano, dedicandosi anche a questa cultura e un po’ di pane, bene anche se raffermo (cioè di qualche giorno) si approntavano questa cenetta, semplice, ma veramente saporita e di grande conforto dopo un così duro lavoro.

Vicino al camino, la padella di ferro, era pronta per accogliere tutti gli ingredienti.

Di seguito il procedimento:

Acqua cotta Maremmana – dose per 4 persone:

Far rosolare in olio d’oliva 1 cipolla tagliata a fettine sottili e quando sarà imbiondita, aggiungere una verdura a piacere, sempre tagliata piccola: spinaci, bietola, patata, carciofi e farla cuocere, lentamente, aggiungendo di volta in volta dell’acqua calda.

Quando la verdura sarà quasi cotta, aggiungere del pomodoro maturo e dolce, tagliato a tocchetti e farlo sciogliere ed amalgamare con gli altri ingredienti.

Aggiungere quindi ancora dell’acqua calda (circa 2 tazze) e portarla ad ebollizione, facendo insaporire il tutto. Aggiustare di sale.

In una ciotola di terracotta, mettere a strati il pane raffermo, tagliato a fettine sottili (circa 60 grammi a testa).

Versare il contenuto della padella sul pane, ottenendo un composto né troppo brodoso, né troppo asciutto (e qui è praticamente la difficoltà, che naturalmente supererete solo con l’esperienza).

Lasciar riposare nel tegame di coccio qualche minuto e servire. D’estate è ottimo anche tiepido o a temperatura ambiente.

Essendo in Maremma, accompagnerei l’acqua cotta con una bella bottiglia di profumato vino rosso come il Ciliegiolo e naturalmente….

buon appetito!!!!

Si ringrazia per il contributo Daniela Morucci – Agriturismo Poggio degli Ulivi



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