UOVA: Disposizioni per la loro commercializzazione e per l'utilizzo


Informativa per gli Agriturismi che effettuano la preparazione e somministrazione delle colazioni e preparazione e somministrazione pasti, alimenti e bevande, degustazioni e per le aziende agricole che volessero effettuare la vendita diretta al consumatore finale


Il Decreto Ministeriale del 11 dicembre 2009 prevede modalità per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, ai sensi dei Regolamenti CE n. 1234/2007 del Consiglio e n. 589/2008 della Commissione e del Decreto Legislativo 29 Luglio 2003 n. 267 è consentito l’uso delle uova aziendali da parte delle aziende agricole e agrituristiche che svolgono le seguenti attività:

  • preparazione e somministrazione  della prima colazione;
  • preparazione e somministrazione pasti alimenti e bevande;
  • degustazioni;
  • vendita diretta al consumatore finale.

L’azienda che svolge tali attività e che intende utilizzare le uova e/o venderle direttamente al consumatore finale, deve avere presentato al SUAP competente la SCIA per la preparazione e somministrazione delle colazioni e i pasti e/o per le degustazioni e/o per la vendita al consumatore finale.

Gli allevamenti di cui si parla devono avere un numero di galline ovaiole non superiore a 250 capi tenendo presente che fino a 50 non c’è l’obbligo della stampigliatura sull’uovo perché questa è prevista dalla 51° gallina in poi.

Per l’utilizzo delle proprie uova inoltre l’azienda deve seguire il seguente iter:

  • una pratica con cui comunica alla ASL tramite il SUAP del Comune dove è situato l’allevamento l’avvio di allevamento di galline ovaiole (in seguito a questo la ASL darà un numero identificativo all’allevamento); qualora l’azienda fosse già in possesso di un codice allevamento per altre specie animali comunicherà solo l’aggiornamento con l’aggiunta delle galline ovaiole;
  • un piano di autocontrollo in cui si descrive e si relaziona come avviene la gestione dell’allevamento;
  • per chi non è in possesso di un attestato di frequenza, occorre un corso di formazione per la produzione primaria o un corso per alimentaristi (HACCP);
  • registro dei trattamenti terapeutici veterinari, vidimato dalla ASL;
  • registro dei mangimi di produzione propria o acquistati;
    registro sulla consistenza degli animali nell’allevamento;
  • entro il 31 Gennaio di ogni anno deve comunicare alla ASL la consistenza media degli animali relativa all’anno precedente.

Si consiglia di effettuare in autocontrollo delle analisi per verificare la presenza della salmonella nell’allevamento:

  • n. 2 analisi all’anno presso l’Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana sulle feci degli animali allevati;
  • n. 1 analisi all’anno da eseguire sulle uova.

Quanto sopra deve essere effettuato per gli allevatori di galline ovaiole con una consistenza sino a 49 capi.

Da 50 a 249 capi, occorre redigere un piano di controllo contro la salmonella in forma sintetica.


L’Ufficio Area Tecnica Provinciale della C.I.A. di Grosseto è disponibile per consulenze a secondo della consistenza in galline ovaiole allevate, per redigere le pratiche di avvio di allevamento, le pratiche per la vendita, il piano di autocontrollo per la gestione dell’allevamento ed eventuali corsi di formazione.


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