Mosca delle olive: Strategie alternative di difesa


Sta iniziando l’era Post Dimetoato, con l’olivicoltura che rappresenta l’attività agricola che per tradizione e cultura è maggiormente radicata nel tessuto sociale della Toscana. Nella Maremma Toscana è un’attività che, oltre ad essere esercitata in moltissime aziende agricole, viene regolarmente praticata anche da un numero elevato di olivicoltori part time e da operatori non professionali.

Un aspetto determinante, per questo settore è dato dal rinnovamento delle figure professionali che, a seguito del ricambio generazionale e del ricorso a manodopera straniera ha reso indispensabile la formazione e l’aggiornamento degli operatori e la realizzazione degli strumenti divulgativi necessari, oltre a rappresentare una esigenza indispensabile adottare strategie di intervento coerenti con le norme vigenti e qualità e salubrità delle produzioni.


CIPA-AT Grosseto supporta il settore agricolo in particolare della provincia di Grosseto, anche attraverso il monitoraggio, l’assistenza tecnica, la consulenza e la divulgazione, per la gestione biologica e integrata delle avversità delle colture. Il particolare per la difesa fitosanitaria in Agricoltura Biologica sulla coltura dell’Olivo, CIPA-AT Grosseto, ormai da diversi anni, raccoglie ed elabora sul territorio le informazioni utili per l’erogazione di servizi di supporto alla gestione sostenibile del controllo fitosanitario.


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La mosca dell’olivo (Bactrocera oleae), che un insetto, la cui larva è una minatrice della drupa dell’olivo, è considerata una delle avversità più gravi a carico dell’olivo, purtroppo per raggiungere la qualità delle produzioni, esistono molti altri patogeni che possono influenzare negativamente la produzione con ripercussioni anche economiche a danno delle imprese.

Per gestire e adottare strategie di difesa appropriate è indispensabile saper riconoscere e saper valutare gli effetti della presenza dei patogeni, intervenendo quando è il caso con prodotti consentiti in olivicoltura. In questo articolo vogliamo, anche se sinteticamente, descrivere in conformità della norma e dopo adeguati monitoraggi la strategia di difesa per la Mosca delle Olive, utile per gestire in qualità una produzione che assume caratteristiche importanti anche dal punto di vista economico per il settore rurale maremmano.


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In regime di agricoltura biologica abbiamo a disposizione solo strumenti di protezione che in generale vengono vanificati ogni 40 mm di pioggia, quindi rispetto ad una agricoltura convenzione è molto più complicato gestire in coerenza una strategia di protezione.

Di seguito elenchiamo l’insieme di prodotti che abbiamo a disposizione con i loro pregi, difetti e nel tentativo di articolare una strategia che ci possa garantire il miglior risultato, facilità di applicazione e spese ragionevoli per la problematica Mosca delle Olive, sempre adottando in modo preventivo visite tecniche di controllo e azioni di monitoraggio con personale tecnico altamente specializzato.

  • - Le trappole per la cattura massale (eco-trap) in generale le sconsigliamo, in quanto, secondo noi, hanno un senso logico se utilizzate in modo coordinato da tutte le aziende di un determinato areale con raggio di 5 km, altrimenti si rischia di generare azione attrattiva, sicuramente negativa per l’impresa che utilizza tale metodologia, forse risultano utili per dato statistico di monitoraggio della popolazione adulta.
  • - Prodotti a base di rame: il rame ha soprattutto azione fungicida, quindi è perfetto dopo la raccolta e dopo la potatura, nei confronti della mosca, ha effetto parzialmente repellente preventiva, ma non riesce a curare l’attacco preso in ritardo (come documentato dal studi scientifici di settore), quindi è consigliabile per proteggere e disinfettare a partire dai primi di agosto dopo ogni pioggia di almeno 25 mm, il costo contenuto lo rende vantaggioso alternando i trattamenti con caolino.
  • - Surround ; argille di caolino (sempre a partire dai primi di agosto) hanno un’azione protettiva formando una pellicola bianca che disorienta gli insetti e previene i danni da stress idrico perchè il film protettivo riflette i raggi del sole, hanno un costo superiore rispetto al rame, ma l’efficacia è maggiore perchè resistono a piogge fino a 35-40 mm, necessitano di una diversa regolazione degli ugelli della botte irroratrice, ma chi utilizza ottiene generalmente ottimi risultati, se le piogge non sono periodiche sopra tutto si riesce a garantire una copertura uniforme e completa di tutta la pianta.
  • - Spintor fly: è un prodotto rivoluzionario e interessante, in costo non è molto vantaggioso, si consigliano prove e monitoraggi su appezzamenti parziali per confrontare i risultati e gli indici ottenuti con altri appezzamenti “non trattati”.   Non deve essere applicato come un normale trattamento e con esige volumi di acqua molto ridotti. Il getto deve essere indirizzato verso le zone della chioma con minor presenza di frutti.  I trattamenti devono essere eseguiti a intervalli di 7-10 giorni, la miscela viene applicata sul 50% delle piante (una fila sì e una no),  alternando le file trattate ad ogni applicazione ed evitando di ripetere il trattamento sulle stesse zone vegetali precedentemente. Il limite è costituito dal fatto che l’efficacia del trattamento dura 8/9 giorni indipendentemente dalle piogge, pertanto iniziare da subito la difesa con questo prodotto costringe a effettuare troppi interventi, dal momento che sono consentiti massimo 5 trattamenti. Consigliabile iniziare i trattamenti 40/50 giorni prima della raccolta Va utilizzato da solo e non è miscibile con altri prodotti.
  • - In generale l’efficacia o meno dei trattamenti (indipendentemente dal principio attivo) può essere influenzata da una corretta potatura (spesso sottovalutata), in quanto una potatura coerente permette anche una distribuzione del prodotto scelto omogenea e completa. Altro fattore, è la risposta della pianta agli stress, in quanto la “risposta” positiva della pianta ai trattamenti può essere influenzata da una corretta o non corretta concimazione

In agricoltura convenzionale, sempre nel rispetto della sostenibilità ambientale e in conformità del PAN, la combinazione degli strumenti chimici con l’adozione di corrette pratiche agronomiche aiuta ad assicurarne l’efficacia del trattamento.

A partire dal 30 giugno 2020 (salvo deroghe dell’ultimo momento) non si potrà più utilizzare il Dimetoato, insetticida che ha trovato impiego nella protezione dell’olivo e dei fruttiferi contro le larve carpofaghe, ovvero la mosca delle olive. L’Unione Europea, però da quest’anno, ne ha votato la revoca del suo uso su tutte le colture a causa delle criticità tossicologiche e ambientali.


Le strategie di lotta possono essere due:

– la lotta larvicida, facendo attenzione ai limiti riportati in etichetta e tenendo contro della residualità che è ancora da scoprire.

– la lotta adulticida preventiva, che ha lo scopo di abbattere la percentuale più alta di adulti e di impedire l’accoppiamento.

Salvo deroghe dal 30 Giugno 2020 per la lotta contro la Mosca delle Olive, potranno essere utilizzati esclusivamente questi principi attivi :


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CIPA-AT Grosseto è disponibile per Visite Aziendali, Monitoraggio, Assistenza Tecnica e Programmazione Strategie di Difesa Integrata e Biologica, con i propri tecnici con esperienza pluriennale. -  info@qmtt.net – +39 0564 450662.



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