Burocrazia: 1 giorno su 3 dedicato alle ‘carte’

Agricoltura asfissiata dalla burocrazia: 1 giorno su 3 dedicato alle ‘carte’. In 500 dalla Toscana sono scesi in piazza a Bologna

Mobilitazione nazionale nel capoluogo emiliano ed in contemporanea a Roma e a Bologna. In piazza per dire basta all’indifferenza e lo stallo istituzionale verso i reali e gravi problemi che stanno portando al collasso del settore primario in Italia.

5 maggio 2016 – Ogni azienda agricola produce in media 40 chili di carte ogni anno per adempiere agli obblighi burocratici. Per una sola pratica di presentazione dei Psr si sviluppano oltre 2 chili di materiale cartaceo. Documenti vari la cui elaborazione impegna circa 100 giornate lavorative di un profilo amministrativo. Tutto ciò si traduce in costi altissimi per il settore primario -superiori ai 4 miliardi di euro l’anno- che vanno a sommarsi a quelli produttivi per l’attività ordinaria (i più alti d’Europa), mettendo continuamente a rischio default le aziende agricole italiane.

Ma la situazione è ormai insostenibile, aggravata anche dai ritardi nei pagamenti relativi alla Pac 2015, e per questi motivi la Cia Toscana – con 500 agricoltori della Cia provenienti da tutte le province – con Confagricoltura e Copagri hanno deciso di scendere in piazza oggi a Bologna con una manifestazione nazionale dal titolo “Ei fu…siccome immobile”. In contemporanea con le manifestazioni di Roma e Catanzaro. In piazza per dire basta all’indifferenza e lo stallo istituzionale verso i reali e gravi problemi che stanno portando al collasso del settore primario in Italia.

Il “mostro” della burocrazia, però, è solo la punta dell’iceberg di una situazione estremamente complessa per il comparto. Si protesta per i ritardi dei pagamenti Agea; costi di produzione insostenibili; prezzi in caduta libera; embargo russo, vendite sottomercato; investimenti al palo; tutele vere per il Made in Italy; cementificazione del suolo; abbandono delle aree rurali.

Appare fin troppo chiaro quindi – spiega la Cia Toscana – che senza politiche d’intervento urgenti e misure efficaci e puntuali, si profilano situazioni fallimentari per le aziende agricole. Da qui le ferme richieste delle Organizzazioni agricole alle Istituzioni di agire con rapidità e dare seguito a quegli interventi annunciati e non realizzati.

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Il 5 maggio mobilitazione della Confederazione Italiana Agricoltori a Bologna. Prenotatevi e partecipate!

Il 5 maggio mobilitazione della Confederazione Italiana Agricoltori a Bologna. Prenotatevi e partecipate!

Agricoltura: insieme di valori da sostenere per garantire la crescita duratura del paese.

La finalità della mobilitazione è richiedere “attenzione“ per sostenere le grandi opportunità ed i servizi che l’agricoltura può fornire alla società ed al paese, ma anche rivendicare alcune misure necessarie ed urgenti a tutti i livelli (Europa, Italia, Regioni).

L’evento dovrà compenetrare due aspetti inscindibili:

-       La potenzialità delle imprese agricole per assicurare un contributo essenziale alla crescita economica sostenibile del paese, all’ occupazione, alla valorizzazione del paesaggio, alla difesa idrogeologica di un territorio sempre più fragile,  alla centralità dei territori ed al “made in Italy come “bene comune”, alla riscoperta di senso del futuro.

-       La necessità di interventi urgenti a tutti i livelli (Ue, Governo, Regioni) per superare la crisi, assicurare liquidità, rilanciare la competitività, cioè, creare le condizioni perché gli agricoltori abbiano un reddito dignitoso.

La mobilitazione, che tradotto vuol dire tre manifestazioni, sarà concentrata in tre sedi: Bologna, Roma e Catanzaro.

La “piattaforma”

Aspetti di fondo su cui chiedere risposte politiche immediate e strategiche sono sui seguenti temi:

-       Il reddito

-       La tutela dell’impresa

-       Il rapporto con l’amministrazione pubblica

Cosa fare subito:

-       Modificare la pac, eliminare il greening, accrescere pagamenti accoppiati ai settori in crisi e servizi reali di difesa e sostegno al reddito.

-       Favorire una economia contrattuale più equa e trasparente.

-       Lanciare immediatamente le azioni del psr e anche i vari interventi nazionali discussi da troppo tempo: piano latte, piano olivicolo, misure del collegato agricolo.

-       Favorire politiche per il rilancio del consumo interno e incentivare le attività di promozione del made in Italy sui mercati maturi ed emergenti.

-       Affrontare radicalmente il sistema Agea / Enti Pagatori / supporti informativi. I ritardi nei pagamenti sono inaccettabili. Mal funzionamento anche dei programmi più semplici. Incapacità di risolvere problemi Servono misure straordinarie ed un’azione di riordino strutturale a partire soprattutto da Agea, ma anche Artea non è da meno.

-       Semplificare ed innovare i tanti “corpi intermedi” non più efficaci e ulteriore motivo di perdita di competitività e sperpero di risorse (esempio AIA).

-       Effettuare davvero i processi di semplificazione delle procedure e dei controlli in vari settori (olio, zootecnia, multifunzionalità).

-       Legislazione a difesa del suolo valorizzando il ruolo delle imprese agricole.

-       Garantire sicurezza e legalità nelle campagne contro i furti e le pressioni di vario tipo a partire dalla criminalità organizzata.

-       Affrontare con decisione il problema dei danni da selvatici e predatori, garantendo piani di contenimento preventivi pubblici efficaci per tutta la fauna selvatica e risolvere il problema del “de minimis” per garantire risarcimenti tempestivi e completi dei danni.

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Soddisfazione per il Testo Unico sul VINO

Soddisfazione per il Testo Unico sul vino ma ci sono ampi magrini di miglioramento inoltre invitiamo il Governo a considerare le conseguenze sulle piccole e piccolissime aziende a causa della dematerializzazione dei registri cartacei.


Logo Cia New_GROSSETO

“Come Cia non possiamo che commentare positivamente l’arrivo del Testo Unico sul vino, un provvedimento per il quale ci siamo battuti molto prima di altre organizzazioni agricole e che dunque oggi recepiamo come una vittoria” Il vicepresidente regionale e presidente grossetano Cia, Enrico Rabazzi, commenta con soddisfazione l’approvazione del Testo Unico del vino da parte della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati
“Il fatto che il Governo abbia deciso di intraprende il percorso di semplificazione per il settore in questione, la prima e più importante voce dell’export agroalimentare italiano e anche della nostra regione, dimostra la volontà di aiutare le aziende riducendo i tempi e i costi dovuti ad una burocrazia tanto farraginosa quanto inutile. Bene dunque l’impegno dichiarato di avere una sola norma di riferimento per il settore vitivinicolo, unificando, aggiornando e razionalizzando le leggi esistenti purchè -precisa Rabazzi- quanto intrapreso fino ad oggi sia da intendersi come punto di partenza e non come punto d’arrivo.
Crediamo infatti che sotto il profilo della semplificazione ci siano ancora ampi margini di miglioramento riducendo ancora di più il fardello della burocrazia che, vale la pena ricordare, si traduce sempre in un aggravio economico per le aziende soprattutto per quelle poco strutturate. Altra questione che chiediamo al legislatore di tenere ben presente è l’impatto che la dematerializzazione dei registri sta avendo su molte aziende della Maremma e in generale della Toscana. Le nostre attività – continua Rabazzi-sono quasi tutte di piccole dimensioni, a conduzione familiare e sotto strutturate, l’ingresso di questo provvedimento, se può migliorare la vita e rappresentare un taglio della burocrazia inutile a chi ha grossi volumi di affari, si trasforma in un ennesimo problema per chi non è ancora in condizione di utilizzare il sistema telematico ma soprattutto per chi vive in aree dove la banda larga ancora oggi è una chimera.
L’asse portante del sistema agroalimentare è rappresentato proprio da queste piccole imprese locali, che da sempre hanno fatto della passione per il lavoro, ancora prima di un ritorno economico, la loro missione e vocazione. Penalizzarle- conclude il presidente- non solo sarebbe un gesto eticamente scorretto ma sarebbe un ulteriore passo verso il lento smantellamento del settore primario al quale assistiamo ogni giorno. Per questo pur prendendo atto dell’impegno dimostrato con l’approvazione del Testo Unico, invitiamo il Governo a fare un ulteriore piccolo passo in nome del più importante volano economico del Bel Paese: l’agricoltura”

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Tracciabilità dei prodotti: in arrivo una maggiore tutela dei consumatori

Il consumatore…Il nostro vero alleato….colui per il quale lavoriamo con passione e al quale intendiamo offrire il…

Pubblicato da Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto su Lunedì 4 aprile 2016

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Pil: Cia, agricoltura protagonista della ripresa; ora investire

Pil: Cia, agricoltura protagonista della ripresa; ora investire

Basterebbe……volere….Per dare una vera spinta alla ripresa….per creare economia e sviluppo…per generare nuova…

Pubblicato da Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto su Martedì 1 marzo 2016

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121 progetti presentati da Cia Grosseto per il "Premio giovani" 61 quelli accettati

Cia Grosseto, Siamo l’associazione che ha avuto il più alto numero di progetti andati a buon fine ; Un orgoglio per tutti noi.

La prima associazione del territorio…121 progetti presentati da Cia per il “Premio giovani” 61 quelli…

Pubblicato da Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto su Venerdì 26 febbraio 2016

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Quaderno di campagna e uso sostenibile agrofarmaci

In Europa l’utilizzo sostenibile dei pesticidi è regolamentato dalla Direttiva 2009/128/CE.

Nel 2012 sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto legislativo 150 del 14 agosto 2012 che si occupa proprio della “attuazione della direttiva che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi“. La “nuova” normativa (P.A.N. D.Lgs. 150/2012), si propone di ridurre i rischi associati all’uso dei prodotti fitosanitari, promuovendo un processo di cambiamento delle tecniche di utilizzo dei prodotti verso forme più compatibili e sostenibili in termini ambientali e sanitari. I prodotti fitosanitari (o agrofarmaci o fitofarmaci o pesticidi) sono tutti quei prodotti, di sintesi o naturali, che vengono utilizzati per combattere le principali avversità delle piante come, malattie infettive, fisiopatie, parassiti e fitofagi animali e piante infestanti.

La normativa promuove :

La Gestione Responsabile : mediante una gestione e utilizzo sicuro, sostenibile, responsabile ed etico degli agrofarmaci;

L’Agricoltura Sostenibile : promozione di un’agricoltura produttiva, rispettosa dell’ambiente e attenta all’operatore e alle esigenze della società.

Un adempimento è il Quaderno di Campagna (Registro dei Trattamenti) il quale è un registro OBBLIGATORIO per tutte le aziende agricole che utilizzano prodotti fitosanitari per la difesa delle colture agrarie; può essere compilato cronologicamente per colture diverse oppure, in alternativa, utilizzando una serie di moduli distinti, uno per ogni singola coltura e/o appezzamento.

Nel Quaderno di Campagna bisogna riportare:

●l’anagrafica dell’azienda;

● la denominazione della coltura trattata e la sua estensione espressa in ettari:

● la data del trattamento;

● il prodotto fitosanitario utilizzato;

● le sue quantità (espresse in Kg o in Litri);

● le avversità che hanno reso necessario il trattamento.

Il Quaderno deve essere compilato dal titolare dell’azienda o dai centri di assistenza agricola e deve essere conservato in azienda. Schematicamente gli adempimenti che un agricoltore è tenuto a rispettare sono questi:

● Conservazione per almeno 3 anni dei registri, copia dei documenti fiscali di acquisto dei fitofarmaci e scheda di sicurezza degli stessi.

● Per motivi sanitari e di tutela ambientale, il Registro dei Trattamenti deve essere conservato in modo ordinato e corretto presso l’azienda dove si utilizzano i prodotti fitosanitari e messo a disposizione delle a Autorità di controllo.

● Ogni registrazione dovrà comunque essere riportata entro, e non oltre, 30 giorni dall’utilizzo del prodotto, ed in ogni caso prima della raccolta della coltura trattata.

● I trattamenti effettuati da imprese che operano per conto terzi devono essere riportati nel registro.

Si devono registrare gli estremi dell’abilitazione all’utilizzo di prodotti, ed il nominativo della persona che ha eseguito l’intervento fitosanitario, il quale dovrà inoltre controfirmare il trattamento effettuato annotandolo correttamente sulla pagina del registro stesso. Ricordiamo che, ogni responsabilità per il trasporto, conservazione e smaltimento dei prodotti acquistati è totalmente a carico dell’acquirente (nome indicato in fattura), a meno che non ci siano deleghe scritte ai terzisti. Il registro dei trattamenti deve essere compilato anche quando gli interventi fitosanitari vengono eseguiti per la difesa delle derrate alimentari immagazzinate o per gli impieghi effettuati in ambito extraagricolo.

Sono esentati dalla compilazione del registro dei trattamenti i soggetti (non professionali), che utilizzano prodotti fitosanitari esclusivamente in orti e giardini familiari il cui raccolto è destinato al consumo proprio. Sanzioni : Il Decreto legislativo n. 150/2012 all’articolo 24 comma 13, prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, l’acquirente e l’utilizzatore che non adempia agli obblighi di tenuta del Registro dei trattamenti, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 500 a euro 1.500. In caso di reiterazione della violazione è disposta la sospensione da uno a sei mesi o la revoca dell’autorizzazione.

Il Registro dei trattamenti, unitamente alla documentazione di acquisto, rappresenta il percorso fondamentale per la sicurezza delle produzioni lungo tutta la filiera, garanzia fondamentale per l’operatore ed indispensabile per il consumatore, oltre a rappresentare un nuovo approccio nell’uso dei fitofarmaci

Cipa-at Grosseto Cia sta predisponendo quanto di competenza per agevolare i propri associati ed organizzare un servizio di assistenza tecnico specifico.

INFO : +39 0564 450662 – info@qmtt.net

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Piscine agrituristiche: le strutture che possono adeguarsi alla norma regionale entro il 31 marzo prossimo


Piscine agrituristiche: le strutture che possono adeguarsi alla norma regionale entro il 31 marzo prossimo

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INFO : +39 0564 450662 – info@qmtt.net

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