Legislazione Registro Olio

Cartellonistica (editabile in word)

Slides (Etichette, SIAN, Guida sintetica)

Guida ed Esempi (Registro Olio ed esempi)

Normativa di Riferimento

LE REGOLE IN SINTESI

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In Sintesi : L’Unione europea, con il Reg. n. 299/2013 relativo alle caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva nonchè ai metodi ad essi attinenti, ha imposto l’obbligo di detenzione di specifici registri a tutte “le persone e i gruppi di persone fisiche o giuridiche che detengono, ai fini dell’esercizio della loro professione o a fini commerciali, olio d’oliva ed olio di sansa, dalla fase dell’estrazione al frantoio fino all’imbottigliamento incluso…”.

Un’apposita Guida operativa, con esempi di compilazione, è disponibile nel sito web del Mipaaf. (non completamente aggiornata)

In sintesi:

DEVONO TENERE I REGISTRI:

TUTTI GLI OLIVICOLTORI CHE DETENGONO OLIO SFUSO E, DOPO AVERLO CONFEZIONATO (O FATTO CONFEZIONARE DA TERZI), LO VENDONO. ATTENZIONE!!!! LA LEGGE AMMETTE LA VENDITA DI OLIO SOLO IN CONTENITORI CON CAPACITA’ INFERIORE O UGUALE A 5 LITRI E CHIUSI ERMETICAMENTE

TEMPI E MODI DI REGISTRAZIONE:

LE REGISTRAZIONI DELLE VENDITE DELL’OLIO VANNO FATTE TELEMATICAMENTE SUL PORTALE SIAN ED IN ORDINE CRONOLOGICO CON LE SEGUENTI SCADENZE:

  • ENTRO 6 GIORNI DALLA DATA DI VENDITA (COMPRESI I GIORNI FESTIVI) SE SI PRODUCONO PIU’ DI 7 QL DI OLIO
  • ENTRO IL 10 DEL MESE SUCCESSIVO ALLA VENDITA SE SI PRODUCONO MENO DI 7 QL DI OLIO
  • (ES: SE VENDO 50 LITRI DI OLIO IL 18 NOVEMBRE 2015 E 20 LITRI IL 30 NOVEMBRE 2015 LE DUE REGISTRAZIONI VANNO FATTE ENTRO IL 10 DICEMBRE 2015)

NON DEVONO TENERE I REGISTRI:

  • COLORO CHE PRODUCONO MENO DI 2 QL DI OLIO, A PATTO CHE QUESTO NON SIA DESTINATO ALLA VENDITA
  • COLORO CHE RITIRANO DAL FRANTOIO OLIO SOLO PER AUTOCONSUMO
  • CHI PRODUCE OLIO MA FA LAVORARE, CONFEZIONARE, CONSERVARE, ETICHETTARE DA TERZI IL PRODOTTO

In Super Sintesi : L’obbligo della tenuta del registro, innanzitutto, scatta per chi detiene più di 700 chili di olio sfuso. Chi è al di sotto della soglia è esonerato dal registro Sian ma dovrà aggiornare il fascicolo aziendale, dove andranno annotati il numero delle piante, la varietà delle olive e altre informazioni utili sulla rintracciabilità del prodotto. Sono esenti da qualsiasi obbligo gli agricoltori i cui oliveti non producono più di 200 chili di olio.

Info e Assistenza Tecnica . CIPA-AT CIA Grosseto – +39 0564 452398

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Olio in Toscana, caratteristiche, normativa, valori organolettici, regole, panel e ricette

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Spreco alimentare: sfida urgente

Spreco alimentare: sfida urgente, nel bidone degli italiani va ancora 6 euro di cibo a settimana

Il presidente della Cia Dino Scanavino in occasione della terza Giornata nazionale di prevenzione dello spreco: gli anni di crisi hanno ridotto gli sperperi del 30%, ma non basta. La legge “ad hoc” adottata in Francia sia da apripista, bisogna continuare a lavorare sullo sviluppo di programmi di prevenzione dei rifiuti, sostenendo tutte le iniziative pubbliche e private per il riciclo e la donazione dei prodotti alimentari invenduti.

C’è ancora molto da fare sul fronte dello spreco alimentare. In Italia finiscono nella pattumiera 5 milioni circa di tonnellate di prodotti commestibili ogni anno: nonostante la lunga crisi ha ridotto di netto le cifre degli sprechi (-30% in media dal 2008), le famiglie italiane buttano tuttora tra i rifiuti oltre 6 euro a settimana di alimenti ancora consumabili. Uno scandalo dal punto di vista economico ed etico, se si pensa che nel Paese ci sono oltre 4 milioni di indigenti e che solo a Milano, Roma e Napoli associazioni e onlus servono ormai oltre 2 milioni di pasti gratuiti ogni anno nelle mense. Lo afferma la Cia-Agricoltori Italiani in occasione della III Giornata nazionale di prevenzione dello spreco, che si celebra oggi.

La Francia, proprio ieri, si è ufficialmente dotata della sua legge contro lo spreco alimentare, con un provvedimento che obbliga sostanzialmente le grandi catene della Gdo a donare agli enti assistenziali, attraverso la rete del volontariato, tutti i prodotti in scadenza o invenduti altrimenti destinati alla spazzatura -ricorda la Cia-. Un progetto che può fare da apripista in Europa e in Italia.

“C’è bisogno, infatti, di maggiore consapevolezza da parte di tutti -ha sottolineato il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino- continuando a lavorare seriamente sullo sviluppo e l’implementazione di programmi di prevenzione dei rifiuti e sostenendo tutte le iniziative pubbliche e private per il riciclo e la donazione dei prodotti alimentari invenduti e contro lo spreco”.

D’altra parte, ha aggiunto Scanavino, “le cifre ancora alte degli sprechi alimentari non sono solo una vergogna da un punto di vista socio-economico, ma anche da quello ambientale: basti pensare, infatti, che una sola tonnellata di rifiuti organici genera 4,2 tonnellate di Co2”.

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Regione Toscana è favorevole alla legge sulla caccia per la limitazione degli ungulati

Da parte nostra ringraziamo l’assessore non soltanto in qualità di agricoltori per aver agito nella difesa dei nostri interessi ma anche e soprattutto come cittadini per aver posto mano ad un problema che è di tutti e sul quale erano anni che si doveva intervenire.

In questa breve intervista l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi illustra in poche parole i motivi per cui la…

Pubblicato da Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto su Lunedì 1 febbraio 2016

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Noi continuiamo a credere nel valore dell'agricoltura

Anche se tutto rema contro…noi continuiamo a crederci….
Noi continuiamo a credere nel valore dell’agricoltura e d’altronde non potrebbe essere diversamente….Con questo spirito è stato organizzato l’incontro tra Cia e UNICEB, un incontro per buttare le basi per un lavoro di squadra tra le due organizzazioni e per consolidare e sviluppare i rapporti di filiera nel settore delle carni. Il confronto ha approfondito le opportunità produttive e quelle relative al reddito degli allevatori e ha trovato totale sintonia nella volontà di lavorare per garantire la trasformazione attraverso filiere zootecniche tracciabili, con carne che sia solo di qualità, certificata e garantita….Noi continuiamo a crederci…e soprattutto crediamo che la Maremma…i suoi allevatori con la loro tradizione e passione e il suo territorio incontaminato…possano dare un grande contributo al rilancio del settore…..

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La piaga del caporalato non deve passare in secondo piano

La piaga del caporalato non deve passare in secondo piano. E’ stato alzato un polverone qualche mese fa, molte delle nostre aziende sono state messe sotto la lente d’ingrandimento e accusate di essere complici del fenomeno. Ora la questione, tutt’altro che risolta, rischia di passare in secondo piano.
Dove non c’è rispetto del lavoro non possono nascere prodotti di eccellenza.

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Disoccupazione Agricola 2016

Vieni al Patronato Inac di Grosseto per informarti dei tuoi diritti e presentare la domanda di disoccupazione agricola. La domanda scade il 31 marzo 2016. Ti aspettiamo!

Pubblicato da Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto su Lunedì 25 gennaio 2016

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