PRIVACY : PER LA FORMAZIONE SCEGLI UN CORSO CERTIFICATO


La Formazione Privacy per tutti i dipendenti e i collaboratori è un Obbligo di Legge !
La legge privacy definisce la formazione privacy come una Misura di Sicurezza obbligatoria per tutte le aziende e le pubbliche amministrazioni che intendono far trattare dati personali al proprio personale.


Art. 29 del GDPR – “Il responsabile del trattamento, o chiunque agisca sotto la sua autorità o sotto quella del titolare del trattamento, che abbia accesso a dati personali non può trattare tali dati se non è istruito in tal senso dal titolare del trattamento”


Corso fomazione Privacy CIPA-AT GROSSETO. Il Regolamento Europeo Privacy GDPR prevedE che ogni Titolare del Trattamento e ogni Responsabile del Trattamento pianifichi Corsi Privacy periodici per tutti i dipendenti e collaboratori autorizzati a trattare dati personali.

Il piano di formazione privacy deve prevedere programmi specifici e diversificati per TUTTE LE FIGURE INTERESSATE ALL’INTERNO DELL’IMPRESA, Data Protection Officer (DPO), Responsabile Trattamento Dati (Responsabile Privacy), Amministratore di Sistema e Persona Autorizzata al Trattamento Dati (Incaricato Privacy).

CIPA-AT GROSSETO ha sviluppato un programma di Corsi Privacy Certificati, dove il partecipante alla fine della giornata formativa (di solito 4 ore), il discente sarà in grado di gestire La Soluzione Completa per la Impresa e attivare fin da subito “Il Registro dei Trattamenti” della propria Azienda assieme a tutta la documentazione per agire in modo coerente sugli ADEMPIMENTI, MODULISTICA, ANALISI DEI RISCHI, INCARICHI.


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I corsi privacy certificati di CIPA-AT Grosseto ti permettono di adempiere agli obblighi di formazione previsti dal Regolamento Europeo Privacy e dal Codice Privacy in maniera semplice e veloce oltre ad attivare tutta la modulistica personalizzata per la Tua Impresa.

La nostra formazione privacy è Personalizzata e Certificata e comprende al termine delle attività formative, un servizio di “accompagnamento” sulla normativa privacy per supportare il personale nello svolgimento del proprio ruolo.


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CENA CON PESCE DI MAREMMA



 

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Corso per la potatura nel sistema di agricoltura sostenibile


Aperte fino al prossimo 15 Ottobre 2018 le iscrizioni al corso per la potatura nel sistema di agricoltura sostenibile. – (Per Disoccupati)


L’attività “Competenze per la potatura nel sistema di agricoltura sostenibile”, relativa all’Azione 1 nell’ambito del progetto Agrismart propone di dotare i partecipanti di competenze spendibili nella filiera dell’agricoltura sostenibile, implementando le competenze richieste sulla potatura attraverso la realizzazione di un percorso formativo finalizzato all’acquisizione di capacità tecnico professionali inerenti le tecniche di potatura relative all’Area di Attività (A.D.A.) Potatura – UC 876 prevedendo il rilascio di certificazione delle competenze riconosciuto nell’ambito del Sistema Regionale Toscano delle Competenze.


Il corso è interamente gratuito in quanto finanziato con le risorse POR FSE 2014-2020 e rientra nell’ambito di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.


Contenuti didattici

  • Tecniche di potatura – 65 ore
  • Lavori di manutenzione – 20 ore
  • La filiera delle agri-energie – 10 ore
  • Stage – 85 ore

Requisiti richiesti alla data di scadenza del presente bando : Potranno partecipare al corso soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

  • Essere residente in Toscana
  • Avere compiuto 18 anni al momento dell’iscrizione
  • Essere disoccupato, inoccupato o inattivo iscritto a uno dei Centri per l’impiego della Regione Toscana
  • Aver adempiuto al diritto-dovere o esserne prosciolto

I cittadini stranieri dovranno esser in regola con il possesso del permesso di soggiorno che consente attività lavorativa e dovranno dimostrare, la conoscenza della lingua italiana (minimo livello A2) per tutti coloro che non avranno detta certificazione in sede di colloquio preliminare o di selezione dovranno dimostrare  una buona padronanza della lingua italiana.


Attestazioni Al termine del corso, previa partecipazione ad almeno il 70% delle ore di attività previste (ed almeno al 50% delle ore di stage),  i partecipanti saranno ammessi all’esame di certificazione delle competenze relativa alla UC Potatura UC 876.

In caso di superamento delle prove di esame sarà rilasciato un Attestato di certificazione delle Competenze.

Sede del corso: CIPA-AT GROSSETO, Via Monte Rosa 130, 58100 Grosseto (GR),

Termine di presentazione delle domande15 Ottobre 2018. Chi fosse interessato ad iscriversi può inviare la scheda di iscrizione della Regione Toscana insieme alla copia del documento di identità e  autodichiarazione/domanda di iscrizione al CPI entro 15/10/2018 all’indirizzo di posta elettronica a.nerozzi@cia.grosseto.it o s.conti@cia.grosseto.it oppure a mano presso gli uffici di “CIPA-AT Grosseto” – Via Monte Rosa 178 – GROSSETO (GR).


Per INFO


 INFORMAZIONE SINTETICA DEL CORSO DI FORMAZIONElocandina_potatura_agrismart_grosseto


 

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ITS E.A.T. – Eccellenza Agro Alimentare Toscana propone percorsi formativi post-diploma biennali per formare i futuri tecnici agro-alimentari qualificati.


“ITS E.A.T. – Eccellenza Agro Alimentare Toscana propone percorsi formativi post-diploma biennali per formare i futuri tecnici agro-alimentari qualificati.

Come vostro nome azienda/ente collaboriamo in qualità di socio, supportando la fondazione ITS EAT nell’attuazione di percorsi formativi altamente specializzati, le cui figure in uscita rappresentano la risposta alle esigenze di personale qualificato delle imprese che operano nel settore agro-alimentare.


Sito web: www.fondazione-eat.it



 

 

 

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Siccità: Ue, misure straordinarie a supporto degli agricoltori


La Commissione europea ha annunciato oggi misure straordinarie a supporto degli agricoltori europei che stanno affrontando condizioni difficili a causa della estrema siccità. Si intende sostenere gli agricoltori colpiti dalla siccità ricorrendo a una serie di strumenti, tra cui i pagamenti anticipati, deroghe ai requisiti di inverdimento e aiuti di Stato. Il Commissario all’agricoltura Phil Hogan, inoltre, ha chiesto a tutti gli Stati membri di esaminare tutte le possibili azioni e misure previste dalla legislazione europea per affrontare questa particolare situazione climatica.


Gli agricoltori riceveranno in anticipo i pagamenti diretti, fino al 70% del loro pagamento diretto e l’85% dei pagamenti nell’ambito dello sviluppo rurale potrà essere erogato già a metà ottobre 2018. Otterranno anche una maggiore flessibilità per l’utilizzo di terreni lasciati a risposo e non utilizzati per la produzione, così da avere maggiori disponibilità di produzione di mangimi per gli animali.


In base alle norme vigenti sugli aiuti di Stato agricoli, la Commissione ha ricordato che gli stati membri possono fornire un aiuto fino all’80% dei danni causati dalla siccità (o fino al 90% in zone di vincolo naturale), subordinatamente a determinate condizioni specifiche. L’acquisto di foraggi può essere considerato un aiuto come danno materiale o perdita di reddito. Il risarcimento per il danno può anche essere concesso senza la necessità di notificare alla Commissione (“aiuto de minimis”).

Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, inoltre, nell’attuale legislazione sulla PAC sono previste varie possibilità che lo stato membro può decidere da attuare nel caso in cui si riconosca la situazione di siccità come una “catastrofe naturale”. Può essere fornito un sostegno fino al 100% per il ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato dalla siccità. Questa misura può essere attivata in maniera retroattiva.

Oltre a queste misure e al continuo monitoraggio della situazione di siccità, la Commissione è in contatto con tutti gli Stati membri per ricevere informazioni aggiornate sull’impatto della siccità. Le informazioni saranno utilizzate per valutare l’adeguatezza della risposta della Commissione e per informare su eventuali misure supplementari che potrebbero essere ritenute necessarie nei prossimi giorni.


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Pop Up Grosseto


Il Comune di Grosseto ha lanciato un progetto di rianimazione e rigenerazione del centro storico di Grosseto che ha visto spopolarsi di negozi ed esercizi commerciali. Con un progetto finanziato dalla Regione Toscana, il Comune ha ideato il progetto Pop Up Grosseto, in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura e Sociolabsrl. La call (non si può parlare di bando) è finalizzata a ricercare imprenditori che vogliano attivare nuove attività nel centro storico e non le solo le tradizioni attività artigianali o commercio


Pop Up Grosseto


    1. Che cos’è Pop Up?

È un progetto che sfrutta la creatività e la collaborazione tra i diversi soggetti (istituzionali, economici, culturali e sociali) per innescare processi di rigenerazione urbana integrata in zone che manifestano segni di “fragilità” sotto diversi punti di vista. In questo senso Pop Up si rivela un’utile strategia di contrasto alla percezione di insicurezza che spesso contraddistingue le nostre città o alcune loro porzioni a causa di fenomeni di progressivo abbandono e rarefazione delle reti socio-economiche un tempo attive. Gli spazi commerciali sfitti di alcune vie del centro verranno riaperti con nuove attivita’ che saranno agevolate per i primi cinque mesi in cui i fondi verranno messi a disposizione dei migliori progetti di riuso, selezionati tramite una call for ideas, grazie ad un accordo tra Comune e proprietari. Insieme alla riapertura degli spazi sfitti, il coinvolgimento del mondo associazionistico e delle categorie economiche permetterà l’animazione dello spazio pubblico circostante e la promozione delle nuove attivita’ con iniziative ed eventi sviluppati sotto la regia di Fondazione Grosseto Cultura e rivolti a tutta la cittadinanza e agli stessi animatori degli esercizi riaperti.

    1. Come funziona?

Gli spazi commerciali sfitti di alcune vie del centro storico verranno riaperti con nuove attività che saranno agevolate per i primi cinque mesi in cui i fondi verranno messi a disposizione dei migliori progetti di riuso, selezionati tramite una call for ideas, grazie ad un accordo tra Comune e proprietari. Insieme alla riapertura degli spazi sfitti , il coinvolgimento dei residenti, del mondo associazionistico e delle categorie economiche permetterà l’animazione dello spazio pubblico circostante e la promozione delle nuove attività con iniziative ed eventi sviluppati sotto la regia di Fondazione Grosseto Cultura e rivolti a tutta la cittadinanza e agli stessi animatori degli spazi aperti

Se vuoi partecipare per avere uno dei fondi messi a disposizione leggi la CALL FOR IDEAS e compila il form on line entro il 30 settembre 2018.


LEGGI LA CALL FOR IDEAS

COMPILA IL FORM ONLINE

CALL FOR IDEAS firmato digitalmente


    1. I soggetti coinvolti

Tra gli obiettivi di Pop Up c’è anche quello di costruire “coalizioni” stabili di soggetti di natura diversa che possano collaborare anche dopo la conclusione del progetto per la costruzione e realizzazione di politiche di rigenerazione integrata. Per questo, nelle sue diverse fasi di implementazione, Pop Up mira al coinvolgimento di istituzioni locali, imprese, cittadini, categorie economiche, proprietari immobiliari, associazioni del territorio.

    1. Dove?

Pop Up Grosseto riaprirà i fondi sfitti di alcune strade del centro storico che in questi ultimi anni sono state più colpite dai processi di desertificazione commerciale. Il progetto si concentrerà nelle vie Garibaldi, via D’Azeglio, piazza Martiri d’Istia, Piazza della Palma e via Paglialunga, in modo da riconnetterle con il resto del tessuto del centro storico.

    1. Quando?

L’evento di lancio, durante il quale saranno riaperti in contemporanea tutti i fondi sfitti recuperati, si terrà tra Ottobre e Novembre 2018 (a breve la data definitiva). A partire da quel fine settimana gli spazi rimarranno aperti per cinque mesi, durante i quali gli animatori degli spazi e il tessuto associazionistico del territorio potranno dar vita ad iniziative volte ad attrarre e coinvolgere la cittadinanza.


Per informazioni 055-667502  - popup@comune.grosseto.it


 

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VOLONTARI ATTIVI per DifesAttiva



 

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Nota tecnica sintetica sul contributo ambientale CONAI


Nota tecnica sintetica sul contributo ambientale CONAI per le imprese agricole ed agroalimentari


Scopo di questa nota sintetica è di aiutare ad individuare le possibili casistiche nelle quali le aziende agricole ed agroalimentari possono essere soggette ad adempimenti legati al Contributo Ambientale CONAI. Per tutti i necessari approfondimenti, nonché per informazioni specifiche e dettagliate su come tali adempimenti vadano gestiti, si può fare riferimento al documento “Guida all’adesione e all’applicazione del contributo ambientale 2018”, consultabile e scaricabile dal sito internet www.conai.org.
Per eventuali chiarimenti in merito alle procedure di applicazione, dichiarazione, versamento ed esenzione del Contributo Ambientale è possibile compilare il form on line del sito internet www.conai.org all’area “Contattaci”, oppure contattare il Numero Verde CONAI 800337799.


Gli imballaggi

La nozione di “imballaggio” è rilevabile dalla normativa nazionale, D.Lgs. 152/2006, che, all’articolo 218 (definizioni), definisce l’imballaggio come: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo.
Per trasferire nella realtà operativa gli orientamenti espressi dalla citata norma, sul sito
www.conai.org, nella sezione Imprese – “Cos’è imballaggio / cosa non è imballaggio” sono state nel tempo pubblicate e aggiornate due liste di riferimento, esemplificative e non esaustive, della relativa gamma degli articoli classificabili “imballaggi” e “non imballaggi”.


Il Contributo Ambientale

Il Contributo Ambientale CONAI, stabilito per ciascuna tipologia di materiale di imballaggio, rappresenta la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per i maggiori oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggio. La corresponsione del Contributo Ambientale CONAI è regolata dagli articoli 221 e 224 del D.Lgs. 152/2006.
L’entità del Contributo Ambientale CONAI è determinata dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio annualmente per ciascuna tipologia di materiale di imballaggio (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro).
Il Contributo Ambientale viene applicato in un punto particolare del ciclo di vita degli imballaggi, denominato “prima cessione”. Per prima cessione si intende il trasferimento, anche temporaneo e a qualunque titolo, nel territorio nazionale:
- dell’imballaggio, effettuato dall’ultimo produttore al primo utilizzatore;
- del materiale di imballaggio, effettuato dal produttore di materia prima o di semilavorato ad un autoproduttore

Il soggetto che effettua la prima cessione è tenuto alla determinazione del contributo ambientale ed alla sua esposizione esplicita nella relativa fattura di vendita, nonché alla dichiarazione periodica  a CONAI  con  l’entità  del  contributo  che  andrà  versato,  previo  ricevimento  della  relativa  fattura  da parte di CONAI.

All’atto  della  prima  cessione  il  cliente  paga  il  contributo  ambientale  al  fornitore  e,  nelle  vendite successive, può limitarsi a riportare la dicitura “Contributo Ambientale CONAI assolto”.

Nel  caso  in  cui  gli  imballaggi  siano  immessi  al  consumo  senza  che  si  realizzi  una  cessione  a  un utilizzatore nel territorio nazionale (come nel caso degli acquisti all’estero), spetta all’impresa che immette al consumo l’imballaggio vuoto o pieno il versamento del Contributo Ambientale CONAI.


 Le principali casistiche che riguardano le imprese agricole

Le imprese agricole sono normalmente utilizzatrici di imballaggi, vuoti o pieni (ossia merci imballate), già assoggettati al contributo ambientale (in prima cessione o incorporato nel prezzo dei prodotti acquistati).

In particolare:

-  nel  caso  in  cui  l’impresa  agricola  o  agroalimentare  acquisti  gli  imballaggi  vuoti  da  un produttore  di  imballaggi, e  quindi  nell’ambito  di  una  prima  cessione,  sarà  il  produttore  di imballaggi  a  determinare  ed  esporre  in  fattura  il  contributo  ambientale,  mentre  l’impresa agricola avrà solo l’obbligo di esporre nelle proprie fatture di vendita della merce imballata la dicitura “Contributo Ambientale CONAI assolto”.

-  Allo stesso modo se l’impresa agricola o agroalimentare acquista da un produttore di materie prime o di semilavorati e produce essa stessa gli imballaggi delle proprie merci (in questo caso si parla di utilizzatore / autoproduttore), sarà il produttore delle materie prime o dei semilavorati  che,  sulla  base  di  un’apposita  attestazione  dell’impresa  agricola  o agroalimentare, determinerà ed esporrà in fattura il contributo ambientale, mentre l’impresa agricola  o  agroalimentare  avrà  l’obbligo  di  esporre  nelle  proprie  fatture  di  vendita  della merce imballata la dicitura “Contributo Ambientale CONAI assolto”.

-  L’unica casistica che prevede un ruolo dell’impresa agricola o agroalimentare nella gestione del Contributo Ambientale CONAI è quando questa impresa acquista dall’estero imballaggi vuoti  o  merci  imballate.  Infatti,  nel  caso  di  acquisti  dall’estero  di  imballaggi  vuoti  per  il confezionamento delle proprie merci oppure di merci imballate (che andranno comunque a generare un rifiuto da gestire in ambito nazionale), è previsto che l’impresa calcoli e dichiari periodicamente il Contributo Ambientale a CONAI e quindi lo versi dietro relativa fattura. Nel caso di importazione di imballaggi pieni, CONAI prevede inoltre che l’impresa possa adottare, in  alternativa  alla  procedura  ordinaria,  una  procedura  semplificata  di  dichiarazione  in presenza di obiettive ragioni tecniche che ne determinino la necessità. In  ogni  caso,  le  dichiarazioni  del  Contributo  Ambientale  possono  essere  inoltrate  a  CONAI  con periodicità  diverse  in  funzione  dell’entità  del  Contributo  Ambientale  dichiarato  nell’anno  solare precedente.  In  particolare,  oltre  a  una  fascia  di  esenzione,  vengono  proposte  tre  classi  di dichiarazione, con periodicità annuale, trimestrale e mensile. Per i dettagli sulle soglie di esenzione e sulle  classi  di  dichiarazione  si  rinvia  agli  schemi  esemplificativi  C,  D  e  E  della  Guida  Conai  2018, Volume 1, parte seconda.


 Esportazione

Gli  imballaggi  che  vengono  esportati  (i  cui  rifiuti  sono  gestiti  all’estero)  escono  dalle  competenze CONAI e sono pertanto esenti dal Contributo Ambientale. Questa esenzione comporta, per l’impresa agricola o agroalimentare esportatrice, la possibilità di richiedere a CONAI il rimborso del Contributo Ambientale pagato al momento dell’acquisto degli imballaggi relativi alle merci esportate.


 Autodenuncia

Qualora  un’impresa  desideri  regolarizzare  la  propria  posizione  rispetto  ad  infrazioni  commesse nell’applicazione  della  normativa  CONAI,  può  avvalersi  di  una  procedura  cosiddetta  di “autodenuncia”,  a  condizione  che  informi  spontaneamente  il  CONAI  della  propria  posizione.  In questo caso, ferma restando l’applicazione degli interessi di mora, il Contributo ambientale dovuto, e non precedentemente versato, può essere liquidato senza l’applicazione di alcuna sanzione.


 

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