Daily Archives: 9 July 2019

PSR FEASR 2014-2020 - Avviso per l’individuazione dei partecipanti diretti al progetto del Distretto rurale della Toscana sud sul bando regionale PID–Progetti Integrati di Distretto - Agroalimentare anno 2019


in data 15 gennaio 2018, con decreto dirigenziale n. 281, la Regione Toscana ha disposto il riconoscimento del “Distretto Rurale della Toscana del Sud” con capofila la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.


Il distretto rurale comprende l’intera provincia di Grosseto ed in parte le province di Siena, Livorno e Arezzo.

Con tale importante risultato, si è concretizzata la possibilità di avere finanziamenti in grado di dare una spinta propulsiva verso l’innovazione e la strutturazione agroindustriale delle quali la nostra economia ha bisogno.


La Regione Toscana ha varato il bando multimisura sui Progetti integrati di distretto (PID) nell’ambito del Programmo di sviluppo regionale (PSR) del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) 2014-2020 attraverso il decreto dirigenziale n. 4254 del 20-03-2019 per l’annualità 2019, che concede, l’opportunità di realizzare investimenti rivolti all’innovazione di processo e di prodotto, finalizzati ad incrementare il valore  aggiunto  delle  produzioni  agricole,  tenendo  conto  che  sono  considerati  innovativi gli investimenti  materiali  in  “macchinari,  impianti  ed  attrezzature”  compresi  nelle  sotto  misure/tipi  di operazioni attivate 4.1.3, 4.1.5, 4.2.1.

La descrizione degli investimenti proposti deve essere presentata attraverso la modulistica allegata, unitamente a dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti il possesso dei requisiti indicati nei bandi delle Misure 4.1, 4.2 e del PID agroalimentare 2019.


La modulistica è comunque disponibile sul sito della Camera di Commercio della Maremma e Tirreno (Soggetto Referente) al link http://www.lg.camcom.it/pagina2282_distretto-rurale-della-toscana-del-sud.htmle dovrà essere trasmessa in pdf con firma digitale del titolare, e in word (senza firma) all’indirizzo  mail distrettotoscanasud@lg.camcom.it entro 23.07.2019.


Per le Imprese che avessero bisogno di ulteriori chiarimenti, per la compilazione della scheda di presentazione, per l’invio alla Camera di Commercio, è possibile rivolgersi agli uffici della Confederazione contattandola al seguente indirizzo mail: ufficiotecnico@cia.grosseto.it - numero telefonico: 0564/464865


IMPORTO MINIMO DI SPESA AMMISSIBILE

tipo di operazione 4.1.3 = euro 100.000 di imponibile

tipo di operazione 4.1.5 = euro 100.000 di imponibile

tipo di operazione 4.2.1 = euro 250.000 di imponibile

INTENSITA’ DEL SOSTEGNO

tipo di operazione 4.1.3 = 40%

tipo di operazione 4.1.5 = 40%

Per entrambi i tipi di operazione sono previste le seguenti maggiorazioni:

10%  per gli investimenti realizzati in aziende con superficie agricola utilizzata ricadente completamente in zona montana (art. 32 comma 1 lett. a del Reg. UE n. 1305/2013

10% in caso di giovane agricoltore, con i criteri previsti dal bando dell’operazione 4.1.1 di riferimento

tipo di operazione 4.2.1 = 40%

Alle Aziende che intendono presentare proposte di investimento attraverso la manifestazione di interesse (modulo allegato) è richiesto:

1)  il possesso dei requisiti di accesso al bando per poter beneficiare delle condizioni di aiuto, come dettagliati nell’allegato B “Disposizioni generali e specifiche per le sottomisure/tipi di operazione collegate al bando Progetti integrati di distretto (PID) – Annualità 2019”, nonché dei requisiti richiesti per l’accesso alle sotto-misure 4.1 e 4.2,

come indicate nei rispettivi bandi vigenti (dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti il possesso dei requisiti indicati nei bandi delle Misure 4.1, 4.2 e del PID agroalimentare 2019).

2)    Il possesso obbligatorio del seguente requisito (desunto dall’allegato A):

a) Nei singoli impianti di trasformazione e/o nelle singole strutture di commercializzazione utilizzare per almeno il 55% materie prime, semilavorati o prodotti finiti, provenienti dalle imprese agricole di produzione primaria che partecipano sia direttamente che indirettamente al PID.

3)   Il possesso di uno o più dei seguenti requisiti preferenziali (desunti dall’allegato A):

a) Proporre investimenti finalizzati al rafforzamento di una o più delle filiere agroalimentari prioritarie nel PSR: • Olivo-oleicola • Cerealicola limitata a frumento tenero e frumento duro • Bovina (compreso bufalini) • Ovi-caprina

b)   Attestazione indicante uno o più soggetti economici della filiera disponibili ad aderire come partner indiretti, con l’impegno ad acquistare quantità di prodotto dichiarabili a prezzi individuati almeno per tutta la durata del progetto.

c)  Realizzare investimenti relativi a: 1. Miglioramento e tutela ambientale: – energia derivante da fonti rinnovabili nelle aziende agricole per l’operazione 4.1.5 – efficientamento energetico di edifici aziendali e serre fisse per l’operazione 4.1.3 – altri interventi ambientali per le operazioni 4.1.3 e 4.2.1 2. Valorizzazione secondaria dei sottoprodotti e degli scarti delle lavorazioni della filiera per le operazioni 4.1.3 e 4.2.1

d)   Realizzare investimenti rivolti all’innovazione di processo e di prodotto, finalizzati ad incrementare il valore aggiunto delle produzioni agricole, tenendo conto che sono considerati innovativi: – gli investimenti materiali in “macchinari, impianti ed attrezzature” inseriti nelle sotto misure/tipi di operazioni 4.1.3, 4.1.5, 4.2.1

e) Aderire a sistemi volontari di qualificazione e di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto oggetto della filiera: • DOP, IGP, Agricoltura biologica, Agriqualità • ISO 9000 Sistemi di gestione per la qualità • ISO 22005 Rintracciabilità nelle filiere agroalimentari • UNI 11020 Sistemi di rintracciabilità per le aziende agroalimentari

f) Possesso, da parte dei partecipanti diretti, di una o più delle seguenti certificazioni ambientali o energetiche: 1. ISO 14001, Sistema di gestione ambientale 2. EMAS, Sistema comunitario di ecogestione e audit 3. ISO 50001, Sistema di gestione dell’energia 4. ISO/TS 14067, Carbon footprint of products 5. Environmental footprint, di cui alla Raccomandazione 2013/179/UE 6. Certificazione MPS (settore florovivaistico)

4) I progetti proposti dovranno essere già cantierabili, poter dimostrare l’equilibrio finanziario anche attraverso attestazioni bancarie e la possibilità di concludere l’investimento entro 12 mesi dalla data di presentazione della domanda di aiuto sul sistema ARTEA. A tal fine dovranno allegare:

a) Laddove previsto, attestazioni comprovanti la cantierabilità delle opere oggetto di investimento (entro il 15/10/2019) e la loro eseguibilità entro il 31 dicembre 2021

b) Attestazione sintetica del piano finanziario di copertura dell’investimento, distinguendo: contributo in conto capitale, ricorso al credito, mezzi propri


DOCUMENTAZIONE

scheda-manifestazione-interesse_avviso-dr-toscana-sud_scad-23-07-2019

avviso_distretto-rurale-toscana-sud

scheda-manifestazione-interesse_avviso-dr-toscana-sud_scad-23-07-2019


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UOVA: Disposizioni per la loro commercializzazione e per l'utilizzo


Informativa per gli Agriturismi che effettuano la preparazione e somministrazione delle colazioni e preparazione e somministrazione pasti, alimenti e bevande, degustazioni e per le aziende agricole che volessero effettuare la vendita diretta al consumatore finale


Il Decreto Ministeriale del 11 dicembre 2009 prevede modalità per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, ai sensi dei Regolamenti CE n. 1234/2007 del Consiglio e n. 589/2008 della Commissione e del Decreto Legislativo 29 Luglio 2003 n. 267 è consentito l’uso delle uova aziendali da parte delle aziende agricole e agrituristiche che svolgono le seguenti attività:

  • preparazione e somministrazione  della prima colazione;
  • preparazione e somministrazione pasti alimenti e bevande;
  • degustazioni;
  • vendita diretta al consumatore finale.

L’azienda che svolge tali attività e che intende utilizzare le uova e/o venderle direttamente al consumatore finale, deve avere presentato al SUAP competente la SCIA per la preparazione e somministrazione delle colazioni e i pasti e/o per le degustazioni e/o per la vendita al consumatore finale.

Gli allevamenti di cui si parla devono avere un numero di galline ovaiole non superiore a 250 capi tenendo presente che fino a 50 non c’è l’obbligo della stampigliatura sull’uovo perché questa è prevista dalla 51° gallina in poi.

Per l’utilizzo delle proprie uova inoltre l’azienda deve seguire il seguente iter:

  • una pratica con cui comunica alla ASL tramite il SUAP del Comune dove è situato l’allevamento l’avvio di allevamento di galline ovaiole (in seguito a questo la ASL darà un numero identificativo all’allevamento); qualora l’azienda fosse già in possesso di un codice allevamento per altre specie animali comunicherà solo l’aggiornamento con l’aggiunta delle galline ovaiole;
  • un piano di autocontrollo in cui si descrive e si relaziona come avviene la gestione dell’allevamento;
  • per chi non è in possesso di un attestato di frequenza, occorre un corso di formazione per la produzione primaria o un corso per alimentaristi (HACCP);
  • registro dei trattamenti terapeutici veterinari, vidimato dalla ASL;
  • registro dei mangimi di produzione propria o acquistati;
    registro sulla consistenza degli animali nell’allevamento;
  • entro il 31 Gennaio di ogni anno deve comunicare alla ASL la consistenza media degli animali relativa all’anno precedente.

Si consiglia di effettuare in autocontrollo delle analisi per verificare la presenza della salmonella nell’allevamento:

  • n. 2 analisi all’anno presso l’Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana sulle feci degli animali allevati;
  • n. 1 analisi all’anno da eseguire sulle uova.

Quanto sopra deve essere effettuato per gli allevatori di galline ovaiole con una consistenza sino a 49 capi.

Da 50 a 249 capi, occorre redigere un piano di controllo contro la salmonella in forma sintetica.


L’Ufficio Area Tecnica Provinciale della C.I.A. di Grosseto è disponibile per consulenze a secondo della consistenza in galline ovaiole allevate, per redigere le pratiche di avvio di allevamento, le pratiche per la vendita, il piano di autocontrollo per la gestione dell’allevamento ed eventuali corsi di formazione.


+ INFO


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