Monthly Archives: May 2016

Rapporto Ispra: cala utilizzo pesticidi in Toscana (-30%), ma restano preoccupanti dati su qualità delle acque

Cia Toscana: dai dati indicazione a proseguire con decisione su strada agricoltura sostenibile. Il presidente Brunelli: «Evitiamo allarmismi, ma nessuna sottovalutazione. I problemi esistono e tutti, dagli agricoltori alle Istituzioni, sono chiamati a moltiplicare gli sforzi per un’agricoltura fattore di valorizzazione ambientale del territorio»

maggio 2016 – Meno pesticidi utilizzati in Toscana, ma ancora preoccupante la situazione della qualità delle acque. A dirlo è la Cia Toscana, analizzando il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2013-2014, pubblicato recentemente da ISPRA, dal quale emergono due dati: da un lato viene riconosciuto il rilevante impegno degli agricoltori per la riduzione dei pesticidi (in Toscana -30% di prodotto distribuito per ettaro nel 2014 rispetto al 2001); dall’altro lato vengono rilevate situazioni di eccesso di residui di pesticidi nelle acque.

«I dati del rapporto dimostrano ancora una volta – afferma il direttore Cia Toscana Giordano Pascucci – l’assoluta necessità di investire su conoscenza, informazione, formazione, trasferimento della ricerca, sistema di consulenza diffusa alle imprese. Purtroppo – prosegue Pascucci – il pacchetto di misure messo in campo dalla UE nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale, nonostante sia passato un anno dall’approvazione del PSR, è ancora incagliato e rischia di partire con grave ritardo, a causa di un’impostazione eccessivamente rigida del Regolamento Comunitario. Facciamo appello a tutti affinché questi assurdi ostacoli siano superati velocemente». Molto è stato fatto e molto si può e si deve ancora fare in questo campo, afferma la Cia, ma lo Stato deve farsi carico di sostenere gli agricoltori in questo percorso, anziché limitarsi ad imporre nuovi adempimenti e procedure, il cui costo economico e burocratico ricade esclusivamente sulle imprese. «La Cia Toscana persegue da anni, con i fatti, la qualità dell’agricoltura – conclude Brunelli – ed è pronta ad accelerare. Come è noto abbiamo dato battaglia affinché la Regione Toscana aumentasse le risorse del PSR per il biologico e le nostre agenzie formative stanno formando in questi mesi migliaia di agricoltori in materia di corretto utilizzo dei fitofarmaci. L’ambiente è il principale fattore produttivo dell’agricoltura, e la sostenibilità ambientale è interesse primario degli agricoltori. Chiediamo solo che tutti facciano la propria parte»

Cia Toscana – Comunicato stampa 39/2016

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Burocrazia: 1 giorno su 3 dedicato alle ‘carte’

Agricoltura asfissiata dalla burocrazia: 1 giorno su 3 dedicato alle ‘carte’. In 500 dalla Toscana sono scesi in piazza a Bologna

Mobilitazione nazionale nel capoluogo emiliano ed in contemporanea a Roma e a Bologna. In piazza per dire basta all’indifferenza e lo stallo istituzionale verso i reali e gravi problemi che stanno portando al collasso del settore primario in Italia.

5 maggio 2016 – Ogni azienda agricola produce in media 40 chili di carte ogni anno per adempiere agli obblighi burocratici. Per una sola pratica di presentazione dei Psr si sviluppano oltre 2 chili di materiale cartaceo. Documenti vari la cui elaborazione impegna circa 100 giornate lavorative di un profilo amministrativo. Tutto ciò si traduce in costi altissimi per il settore primario -superiori ai 4 miliardi di euro l’anno- che vanno a sommarsi a quelli produttivi per l’attività ordinaria (i più alti d’Europa), mettendo continuamente a rischio default le aziende agricole italiane.

Ma la situazione è ormai insostenibile, aggravata anche dai ritardi nei pagamenti relativi alla Pac 2015, e per questi motivi la Cia Toscana – con 500 agricoltori della Cia provenienti da tutte le province – con Confagricoltura e Copagri hanno deciso di scendere in piazza oggi a Bologna con una manifestazione nazionale dal titolo “Ei fu…siccome immobile”. In contemporanea con le manifestazioni di Roma e Catanzaro. In piazza per dire basta all’indifferenza e lo stallo istituzionale verso i reali e gravi problemi che stanno portando al collasso del settore primario in Italia.

Il “mostro” della burocrazia, però, è solo la punta dell’iceberg di una situazione estremamente complessa per il comparto. Si protesta per i ritardi dei pagamenti Agea; costi di produzione insostenibili; prezzi in caduta libera; embargo russo, vendite sottomercato; investimenti al palo; tutele vere per il Made in Italy; cementificazione del suolo; abbandono delle aree rurali.

Appare fin troppo chiaro quindi – spiega la Cia Toscana – che senza politiche d’intervento urgenti e misure efficaci e puntuali, si profilano situazioni fallimentari per le aziende agricole. Da qui le ferme richieste delle Organizzazioni agricole alle Istituzioni di agire con rapidità e dare seguito a quegli interventi annunciati e non realizzati.

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