Monthly Archives: March 2014

Convegno Agrinsieme al Vinitaly

Sempre al Vinitaly Agrinsieme ha organizzato un evento comune di approfondimento che consentirà di analizzare le problematiche e le prospettive per il settore vitivinicolo con la riforma della Pac verso il 2020.

L’incontro -che si svolgerà nell’Auditorium di Veronafiere domenica 6 aprile,a partire dalle ore 15.00- sarà strutturato in due parti. La prima prevede un intervento tecnico descrittivo delle novità che la riforma della Pac ha introdotto nel settore.

La seconda consentirà il confronto sulle principali questioni sul tappeto con una tavola rotonda tra i rappresentanti delle istituzioni nazionali e comunitarie.

All’iniziativa interverranno, fra gli altri, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, il capo unità C.2 Direzione generale Agricoltura e Sviluppo rurale della Commissione europea Jesus Zorrilla.

La relazione tecnica sarà tenuta da Roberta Sardone, dell’Istituto nazionale di economia agraria.

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Stand della Cia al Vinitaly

La Cia parteciperà quest’anno alla 48ª edizione del Vinitaly di Verona. La Confederazione avrà un suo stand e nei quattro giorni della manifestazione scaligera (dal 6 al 9 aprile) promuoverà una serie di iniziative per illustrare l’impegno svolto a sostegno dei produttori vitivinicoli.

Allo stand, oltre a tecnici dell’Organizzazione, saranno presenti vitivinicoltori, in particolare giovani, che metteranno in mostra e faranno degustare i loro prodotti.

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Incontro Cia-Federbio

Incontro a Roma, nella sede nazionale della Cia, tra il presidente Dino Scanavino e il presidente di Federbio Paolo Carnemolla. E’ stata l’occasione per ribadire il forte impegno per lo sviluppo del biologico e per la valorizzazione della qualità e della biodiversità de

Nell’incontro, che si è svolto in un clima cordiale e costruttivo, i due presidenti hanno analizzato i vari aspetti e problemi che oggi caratterizzano il biologico nel nostro Paese.

Sono state concordate una serie di iniziative e precise azioni per accrescere il ruolo di un settore in espansione che ha grandi potenzialità e che riscuote consensi tra i consumatori e che per molti agricoltori è divenuta una scelta prioritaria. In questo contesto è stata ribadita la necessità che l’agricoltura biologica trovi spazio adeguato nei nuovi Piani di sviluppo rurale.

Per quanto riguarda la lotta agli Ogm, Cia e Federbio hanno riaffermato la loro ferma contrarietà al transgenico.

Le due Organizzazioni si sono dette pronte a incrementare la loro azione contro il biotech in agricoltura attraverso iniziative comuni nel territorio, a cominciare dalla mobilitazione anti-organismi geneticamente modificati che si svolgerà, con manifestazioni, il prossimo 5 aprile in tutta Italia.

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Proposta Ue sul biologico

Sul biologico si cambia. La Commissione Ue ha presentato nuove proposte per regolamentare il settore.

Obiettivi sono quelli di garantire condizioni di concorrenza eque per gli agricoltori e gli operatori, consentire al mercato interno di essere più efficiente, mantenere e migliorare la fiducia del consumatore verso i prodotti biologici.

Anche se alcuni aspetti vanno corretti, di particolare interesse è l’abolizione di 37 dei 135 adempimenti imposti attualmente agli operatori. Nella proposta viene rafforzato il concetto dell’approccio basato sul rischio in materia di controlli. Viene, inoltre, introdotta la significativa novità della certificazione di gruppo.

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Etichettatura carni

Il commissario europeo alla salute Tonio Borg ha presentato al Consiglio agricolo Ue una relazione sull’etichettatura d’origine della carne utilizzata come ingrediente. Ha affermato che l’etichettatura d’origine delle carni lavorate imporrebbe problemi operativi e adeguamenti alla catena alimentare e che pochi consumatori sarebbero disposti a pagare di più.

Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha sostenuto che l’Italia è per la massima trasparenza anche attraverso l’etichettatura obbligatoria, “valutando bene costi e complessità tecniche”. “Occorre costruire -ha detto- un equilibrio nuovo tra una maggiore trasparenza e un punto di sintesi utile per le imprese”.

Da parte Cia, si è rilevato che l’etichettatura d’origine delle carni anche trasformate non può essere un optional. Deve, invece, essere un obbligo per consentire ai consumatori di scegliere in modo consapevole e agli allevatori di difendere e valorizzare le loro produzioni di qualità. La trasparenza, quindi, è una scelta che non ha alternative.

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”Spesometro” e piccoli produttori agricoli

Agrinsieme è tornato a sollecitare il Parlamento a trovare al più presto una soluzione che permetta la soppressione dell’obbligo (introdotto dalla legge di stabilità) di comunicazione all’Amministrazione finanziaria delle operazioni ai fini Iva (il cosiddetto “Spesometro”) per i piccoli produttori agricoli, quelli, cioè, che non superano i 7 mila euro di vendite l’anno.

La reintroduzione di questo obbligo è, infatti, una misura penalizzante che accresce la burocrazia, aumenta i costi e rischia di mettere in ginocchio le imprese. La sua soppressione, che non avrà oneri per la spesa pubblica, diventa urgente in quanto i piccoli agricoltori dal prossimo aprile sono tenuti agli adempimenti previsti dal provvedimento.

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Lavoro e agricoltura

Agrinsieme ha espresso un giudizio positivo sul recente dl del governo che rappresenta un primo importante segnale della volontà di rendere più fluido il mercato del lavoro, reduce, dopo la riforma Fornero, da una serie di interventi di particolare rigidità che non hanno incentivato la creazione di nuovi posti né la stabilizzazione di quelli esistenti.

Significative le modifiche per facilitare il ricorso all’apprendistato, strumento principale per l’inserimento lavorativo dei giovani, finora frenato, nelle sue potenzialità, da una regolamentazione troppo formale e complessa.

Proprio sul lavoro Agrinsieme ha presentato al governo un documento che contiene proposte per favorire l’occupazione in agricoltura. Il settore, infatti, è strategico per la ripresa e racchiude le potenzialità necessarie per creare centomila nuovi posti, specialmente tra i giovani. Servono, però, politiche innovative, propulsive e mirate.

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